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Fallschirm-Panzer-Division „Hermann Göring“
Divisione corazzata della Luftwaffe, essa fu denominata, a partire dalla primavera del 1944, divisione "paracadutista-corazzata" una denominazione alquanto singolare e che stupisce quando sappiamo che in pratica nessuno dei suoi reparti ricevette mai addestramento paracadutistico. Le tradizioni di questa formazione militare avevano le proprie radici nel lontano febbraio 1933, quando, dopo la presa del potere del partito nazionalsocialista, Hermann Göring fu nominato Ministro degli Interni della Prussia e Capo della polizia. Göring creò un corpo di polizia comandato da un ufficiale di provata fede nazionalsocialista, il maggiore Walther Wecke, incaricato di procedere alla "ripulitura" delle forze di polizia della repubblica di Weimar da tutti gli oppositori del regime. E`quindi una lunga strada che separa il "Landespolizeigruppe Wecke z.b.V." dai campi di battaglia. Il gruppo del maggiore Wecke fu trasformato prima in "Guardia dello Stato Maggiore Göring", poi, con la nascita della Wehrmacht, fu incorporato nel 1935 nell'aviazione con la denominazione "Regiment General Göring". Con lo scoppio della guerra, il reggimento „Hermann Göring“ partecipò alle campagne di Danimarca, Norvegia e Francia, e, da giugno a novembre del 1941, combattè sul fronte orientale. Un vero e proprio salto di qualità si ebbe nell’estate 1942quando il reggimento fu ampliato fino a formare una brigata, e poi, dal gennaio 1943, una divisione. Alcune delle sue unità furono inviate in Tunisia, dove condivisero la sorte delle armate italo-tedesche dopo il crollo della primavera. La divisione fu quindi ricostituita in Italia, nel Casertano, in tempo per prendere parte ai combattimenti contro le truppe alleate sbarcate in Sicilia. Per circa un anno la divisione „Hermann Göring“ fu impegnata sul teatro di guerra meridionale: dapprima in Sicilia, poi a Salerno, sul Rapido, a Cassino e ad Anzio e fu gettata a fine maggio nei combattimenti intorno a Roma. A ottobre del 1943 la divisione combattè sul Volturno, nell’area di Capua, Santa Maria la Fossa e Grazzanise, si ritirò sulla Linea Barbara presso Teano, e sulla Linea Bernhard nell’area di Presenzano-Venafro. Combatté sulla Via Casilina, sul Monte Maggiore, sul Monte Lungo e a San Pietro Infine. A fine gennaio 1944 la divisione partecipò alla controffensiva tedesca nell’area di Anzio-Nettuno. Combattè nell’area di Cisterna-Littoria, in particolare a Borgo Montello, Borgo Piave, Sessano e Isola Bella. A metà marzo, dopo il fallimento dell’offensiva tedesca, la divisione „Hermann Göring“, dissanguata, fu trasferita in Toscana, nell’area di Lucca e Pisa. Nella seconda metà di maggio la divisione fu inviata al fronte a sud di Roma, nell’area di Velletri. I suoi principali combattimenti ebbero luogo presso Artena e Valmontone, Lariano e Colleferro, nei Monti Lepini. Si ritirò su Valmontone e i Monti Albani (Monte Artemisio, Rocca di Papa), attraversò la Campagna romana e i Monti Tiburtini presso Tivoli, proseguendo lungo il corso del Tevere e toccando Civita Castellana, Orte, Orvieto, Chiusi, Montepulciano, Abbadia, Sinalunga, Cavriglia e Montevarchi nel Valdarno. Combattè nel nostro paese fino alla metà di luglio, dopo di che fu trasferita sul fronte orientale. Qui, dopo aver concorso alla repressione dell’insurrezione di Varsavia nell’agosto 1944, fu inviata in Prussia orientale, e si ritirò combattendo fino ai dintorni di Dresda, dove praticamente distrutta si arrese all’Armata rossa 1a Fallschirmjäger-Division La 1. Divisione paracadutisti nasce nella primavera del 1943 nei campi di addestramento della divisione si ritira sulla terraferma. Mentre il grosso della divisione viene inviato in Puglia ed in Basilicata, alcune unità combattono sul fronte di Salerno-Battipaglia, altre (Kampfgruppe Becker) continuano ad operare nel quadro della divisione „Hermann Göring“ nel settore vesuviano e ne seguono i movimenti verso il Volturno. I combattimenti in Puglia vedono la divisione impegnata in combattimenti contro le truppe alleate e nel disarmo dell’unità italiane nell’area a nord di Taranto, Matera, Gioia del Colle, Bari, Barletta Altamura, Cerignola, Foggia. I combattimenti successivi vedono la divisione operare in Molise, nel settore del Biferno, ed in Abruzzo, sul Sangro, presso Ortona, Orsogna, Guardiagrele, Arielli, Poggiofiorito, Miglianico, Tollo e Gamberale, Castel di Sangro. Alcune unità (soprattutto del Fallschirmjäger-Regiment 1) sono impegnate nell’area di Roccaraso. Con lo sbarco alleato ad Anzio, nella notte tra il 21 ed il 22 gennaio 1944, un parte della divisione (Kampfgruppe Schulz) viene trasferita in questo settore. Nel febbraio, all’apice della prima battaglia di Cassino, le rimanenti unità della divisione vengono man mano trasferite nel settore dell’antica abbazia. La divisione partecipa a tutte e tre le battaglie di Cassino, bloccando la Via Casilina fino a metà maggio e combatte sul Monte Calvario, Monte Corno, Monte Cairo, Monte Cassino, Rocca Janula, Monte Castellone, nell’abitato di Cassino, Massa Albaneta, Colle Sant’Angelo. La presenza delle sue truppe è fitta in tutta la provincia di Frosinone, alle spalle del fronte: Roccasecca, Piumarola, Piedimonte, Villa Santa Lucia, Arce, Fontana del Liri, Isola del Liri, Sora, Castel Albaneta, Castrocielo sono alcune delle località più rappresentate. Unità del Fallschirmjäger-Regiment 1 combattono a gennaio presso Cisterna. Con l’apertura dell’offensiva alleata ed il crollo Provenza (area di Nimes-Avignone-Valence) per trasformazione della 7. Flieger-Division, la prima, e più nota unità paracadutista, che operò in Norvegia ed in Olanda nel 1940, in Grecia e a Creta nel 1941 e successivamente sul fronte orientale. Inviata in Italia nel luglio 1943, al momento dello sbarco alleato in Sicilia, partecipa ai combattimenti sull’isola, di rinforzo alla divisione corazzata „Hermann Göring“. Entro il 17 agosto la Sicilia viene sgomberata e la del fronte di Cassino, la divisione, dopo aver subito forti perdite a Massa Albaneta, Colle Sant’Angelo e sul Monte Calvario, si ritira a partire dal 18 maggio verso nord, lungo la Via Casilina, in direzione di Piedimonte, Aquino, Arce, attestandosi dapprima sul Melfa, poi prosegue verso nord lungo la Via Subiacense, attraversa Alatri, Guarcino e i Monti Ernici, combatte a Tivoli e nei Monti Lucreti. Dopo aver attraversato i Monti Sabini, a metà giugno la divisione lascia il Lazio e prosegue i suoi movimenti attraverso l’Umbria e la Toscana. Nell’ultima decade di giugno e nella prima metà di luglio, intensi combattimenti si svolgono sulla riva destra del Lago Trasimeno, lungo la piana della Chiana e sulle colline che la sovrastano verso ovest. Durante la prima metà di luglio la divisione occupa le posizioni di Civitella Val di Chiana e Cornia, per poi risalire il Valdarno sulla destra orografica (Terranuova Bracciolini, Renacci). Ritirata dal fronte in Toscana nell’ultima decade di luglio, viene inviata in parte a riposo nella pianura Emiliana, in parte nel settore orientale della „Linea Gotica/Verde“, presso Pesaro. Coinvolta in pesanti combattimenti a partire da agosto, si ritira lungo il litorale adriatico verso la Riviera romagnola, dove rimane impegnata fino a settembre. A partire da ottobre e durante l’inverno seguente fino alla primavera, la divisione è dislocata sull’Appennino bolognese, in particolare nella valle del Sillaro a sud di Castel Bolognese ed in pianura, nel settore Imola-Medicina- Argenta. Subisce perdite severe nell’aprile 1945 durante il passaggio del Po presso Bondeno- Ferrara. I resti della divisione si inoltrano in Veneto attraversando l’Altopiano dei Sette Comuni e scontrandosi ripetutamente con le formazioni partigiane. Nei primi giorni del maggio 1945 le unità della divisione raggiungono la Valsugana in Trentino, dove verrano catturate e disarmate dagli alleati. Le principali unità della divisione sono: Fallschirmjäger-Regiment 1 Fallschirmjäger-Regiment 3 Fallschirmjäger-Regiment 4 le unità divisionali portano il numero 1
2a. Fallschirmjäger-Division Costituita anch’essa in Francia nel 1943 da varie unità paracadutiste, la divisione raggiunge l’Italia nel luglio 1943 (trasferimento per via aerea da Istres a Pratica di Mare) e dislocata nella Campagna romana a sud ed a sud-ovest della capitale. È probabilmente l’unità più nota tra quelle presenti in Lazio ed il suo nome è legato alle operazioni per l’occupazione della capitale ed il disarmo delle forze armate italiane. Coinvolta in aspri combattimenti a Monte Rotondo il 9 settembre (II. Btl. Fallschirmjäger-Regiment 6), lo stesso giorno il Fallschirmjäger-Regiment 2 entra a Roma lungo la Via Appia e raggiunge la Stazione Termini il 10 settembre. Il Fallschirmjäger-Regiment 6 avanza da sud lungo la Via Ostiense e incontra forte resistenza a Porta San Paolo. Procedendo lungo il Viale dell’Aventino, raggiunge il centro della capitale. Unità del I btg. Fallschirmjäger-Regiment 7 partecipano, come è noto, insieme agli uomini di Skorzeny alla liberazione di Benito Mussolini dal Gran Sasso (Einsatzkommando Italien Skorzeny). La divisione soggiorna nel Lazio fino a novembre. Mentre solo deboli forze rimangono a presidiare i principali edifici pubblici della capitale, una parte più consistente delle truppe è addetta alla difesa costiera nel settore tra la foce del Tevere e Tarquinia. Altre unità vengono impegnate in varie azioni, anche fuori dall’Italia. È il caso del I btg. del Fallschirmjäger- Regiment 2 che il 12 novembre 1943 si lancia sull’isola di Leros nel Mare Egeo, mentre altri reparti vengono inviati per brevi periodi al fronte meridionale. Una menzione particolare merita l’attività svolta contro le prime formazioni partigiane dell’Italia centrale; le azioni di rastrellamento e repressione antipartigiana compiute da unità della 2. Fallschirmjäger- Division delle quali si ha notizia dalle fonti tedesche sono circa una dozzina, disposte sull’arco di quasi due mesi, da metà settembre al 9 novembre. Alcune di esse si svolgono nella capitale stessa; così il 16 ed il 23 settembre, il 7 ed il 31 ottobre e durante la notte tra l’8 ed il 9 novembre. A novembre la divisione fu ritirata dall’Italia e trasferita al fronte orientale. Alcuni reparti, trattenuti nell’Italia centrale forniscono i quadri per la formazione della 4. Fallschirmjäger- Division (v.). Le principali unità della divisione sono: Fallschirmjäger-Regiment 2 Fallschirmjäger-Regiment 6 Fallschirmjäger-Regiment 7
4a. Fallschirmjäger-Division Nasce in Italia nell’autunno 1943, intorno ad un nucleo di unità staccate dalla 2. Fallschirmjäger-Division e viene rafforzata con forti contingenti di giovani reclute e numerosi volontari italiani. La sua costituzione avviene intorno a Trevi (Fallschirmjäger-Regiment 11), nell’area di Terni-Narni (Fallschirmjäger-Regiment 12), e Perugia (Fallschirm-Pionier- Bataillon 4). Durante la sua costituzione alcune delle sue unità partecipano ad azioni antipartigiane nei pressi del capoluogo umbro. Il III battaglione del Fallschirmjäger-Regiment 12 al comando del capitano Tannert è dislocato a Roma già nell’ottobre 1943 e fornisce truppe di presidio e sicurezza nella capitale. In seguito allo sbarco alleato ad Anzio il 22 gennaio, unità della divisione ancora in via di costituzione sono inviate al fronte nell’area di Ardea e lungo la costa (area della Via Severiana). Il Fallschirmjäger-Regiment 12, passando per Albano, raggiunge Ardea e prende posizione sul Fosso della Moletta, dove viene poi raggiunto dalle rimanenti unità. La divisione combatte a La Fossa, Fossignano, Aprilia, nel fosso di Vallelata, nella Tenuta di Buonriposo, e presso Carroceto, lungo la Via Anziate. Il 13 aprile 1944 il Fallschirmjäger-Regiment 12 viene ritirato dal fronte e collocato a riposo tra Ostia e Tor Vaianica per alcune settimane, poi inviato nel settore di Velletri, dove, a partire dal 26 maggio, sottoposto a forti attacchi subisce severe perdite. La conseguente ritirata si svolge da Ardea verso nord, attraverso i Colli Albani e la Campagna romana, lungo la Via Appia (Compagnia-Riegel), tra Ciampino e Castel di Leva. Abbandonata Roma, la ritirata della divisione prosegue verso nord, lungo la Via Claudia e la Cassia. I centri toccati sono Bracciano, Viterbo, Montefiascone e poi Orvieto, Ficulle, Monteleone e Chiusi. A luglio combatte in Toscana (Montepulciano, Val d’Orcia, Volterra, la Val di Pesa) e raggiunge ai primi di agosto Firenze, nella quale si attesta fino al 12, per prendere poi posizione a nord del capoluogo toscano. Le aree interessate in questa fase sono quelle di Firenzuola, del Passo della Futa, Loiano, Pianoro, Sassoleone, Monzuno, Livergnano e la valle del Reno, a nord di Vado. La divisione rimane sull’Appennino Bolognese fino al gennaio 1945, poi viene trasferita sul Senio, a sud di Castel Bolognese, e combatte lungo la Via Emilia tra Faenza e Imola. Nell’aprile 1945 la divisione segue grossomodo l’itinerario della 1. Fallschirmjäger e oltrepassa il Po a ovest di Ferrara, presso Sermide. Le perdite subite nell’attraversamento sono molto alte e la divisione viene quasi completamente distrutta. I suoi resti, attraversato il Veneto, raggiungono la Valsugana nei primi giorni di maggio. Le principali unità della divisione sono: Fallschirmjäger-Regiment 10 Fallschirmjäger-Regiment 11 Fallschirmjäger-Regiment 12
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